Combattere l’ipertensione secondo Ildegarda

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Che cos’è l’ipertensione arteriosa?

Mal di testa mattutino, senso di stordimento, vertigini, alterazioni della vista e sanguinamenti dal naso. Sono dei sintomi a cui prestare particolare attenzione perché potrebbero rappresentare un campanello di allarme che può far presagire l’insorgere dell’ipertensione arteriosa. Si tratta di una condizione caratterizzata dall’elevata pressione del sangue nelle arterie, che è determinata dalla quantità di sangue che viene pompata dal cuore e dalla resistenza delle arterie al flusso dello stesso.

Questa non è una malattia, ma un fattore di rischio, ovvero una condizione che aumenta la probabilità che si verifichino altre malattie cardiovascolari  come, per esempio, l’angina pectoris, l’infarto miocardico, o l’ictus cerebrale. Per questo, è importante individuarla e curarla, per prevenire i danni che essa può provocare, giacché attualmente interessa circa il 30% della popolazione adulta di entrambi i sessi e, nelle donne, è più frequente dopo la menopausa. 

Casi che sono in aumento, direbbe Ildegarda anche a causa dell’enorme stress emotivo che questo periodo pandemico sta comportando in ognuno di noi e che viene individuato proprio come uno dei fattori di rischio modificabili che può generarla. Infatti lo stress a livello emozionale può favorire la comparsa della pressione alta: queste situazioni simulano una risposta ormonale finalizzata a preparare il corpo all’azione, aumentando così la frequenza e la gettata cardiaca. Se questa condizione si prolunga nel tempo, allora può portare ad ipertensione. 

Secondo la medicina ildegardiana che trae origine da quella ippocratica, “l’uomo vive in virtù dei quattro umori così come il mondo consta di quattro elementi”. Uno dei quattro umori è il sangue che irrora, nutrendoli, i nostri organi, primo fra tutti il cuore, sede dell’anima.

Dalla fluidità e purezza del sangue dipende infatti il benessere del nostro corpo, poiché esso nutre con le sue componenti tutto l’organismo, rendendolo attivo. Il sangue è “un organo liquido” e trasporta non solo nutrienti ed ossigeno ma anche le molecole relative alle nostre emozioni, alla nostra parte più intima. La Santa descrive questo concetto con le seguenti parole: “se il sangue non fosse umido, la carne non potrebbe resistere, ma sarebbe come la terra”.

Quali sono le cause dell’ipertensione e come si manifesta?

Esistono diversi tipi di ipertensione: quella arteriosa sistolica si ha quando solo la massima è aumentata, mentre quella diastolica comporta l’alterazione dei valori della pressione minima. Si definisce, inoltre, ipertensione sisto-diastolica la condizione in cui entrambi i valori di pressione (minima e massima) sono superiori alla norma. Ad essere più soggetti all’ipertensione sistolica isolata con valori di pressione massima anche molto alti e pressione minima bassa sono gli anziani e gli ultra novantenni. Tutto questo è una conseguenza delle modificazioni che avvengono nell’organismo per effetto dell’invecchiamento. Al contrario, nei soggetti più giovani è più frequente che si verifichino forme di ipertensione diastolica, con valori della minima alti. 

È importante sapere, inoltre, che l’ipertensione arteriosa può essere classificata in primaria e secondaria. Nell’ipertensione arteriosa primaria (o essenziale), che rappresenta circa il 95% dei casi di ipertensione, non esiste una causa precisa, identificabile e curabile: gli elevati valori pressori sono il risultato dell’alterazione dei meccanismi complessi che regolano la pressione come il sistema nervoso autonomo e le sostanze circolanti che hanno effetto sulla pressione.

Nel restante 5% dei casi, invece, l’ipertensione è la conseguenza di malattie, congenite o acquisite, che interessano i reni, i surreni, i vasi, il cuore, e per questo viene definita ipertensione secondaria. In questi casi, l’individuazione e la rimozione delle cause (cioè, la cura della malattia di base) può accompagnarsi alla normalizzazione dei valori pressori. L’ipertensione secondaria, a differenza di quella essenziale che riguarda soprattutto la popolazione adulta, interessa i soggetti più giovani e spesso si caratterizza per valori di pressione più alti e più difficilmente controllabili con la terapia farmacologica. In alcuni casi l’aumento di questi valori dipende dall’uso – talvolta dall’abuso – di alcune sostanze tra cui, per esempio, la liquirizia, gli spray nasali, il cortisone, la pillola anticoncezionale, la cocaina e le amfetamine. In questi casi, sospendendo l’assunzione di queste sostanze, i valori pressori tornano alla normalità.

L’aumento dei valori pressori non sempre si accompagna alla comparsa di sintomi, specie se avviene in modo non improvviso: l’organismo si abitua progressivamente ai valori sempre un po’ più alti, e non manda segnali al paziente. Per questo, molte delle persone affette da ipertensione non lamentano sintomi, anche in presenza di valori pressori molto elevati. Tra i sintomi più comuni rientrano il mal di testa, soprattutto al mattino, il senso di stordimento e le vertigini, acufeni e tinniti che portano ronzii nelle orecchie, visione nera o puntini luminosi davanti agli occhi che alterano la vista, e l’epistassi. 

È possibile essere predisposti all’ipertensione?

Ci sono, in effetti, dei fattori che rendono alcune persone più predisposte all’ipertensione. Innanzitutto contano l’aspetto della familiarità, ossia se in famiglia vi sono soggetti ipertesi aumenta la probabilità che un paziente sviluppi ipertensione arteriosa, e l’età: più questa avanza più, a causa dei cambiamenti a carico dei vasi arteriosi che invecchiando diventano più rigidi, più i casi di ipertensione sistolica isolata aumentano. 

Tra i fattori di rischio ci sono poi il sovrappeso e il diabete, come anche una serie di abitudini di vita poco sane. Tra queste il fumo di sigaretta che altera i valori di pressione arteriosa provocando danni cronici come la perdita di elasticità, danni alle pareti vascolari, e la predisposizione alla formazione di placche aterosclerotiche, una dieta troppo ricca di sodio e povera di potassio, il consumo eccessivo di alcool che innalza i valori pressori e può danneggiare il cuore, la sedentarietà e lo stress. Quest’ultimo, sia a livello fisico che emotivo contribuisce al mantenimento di valori di pressione più alti.

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Ildegarda e l’attualità delle sue regole auree e dei suoi rimedi naturali 

Per sostenere l’equilibrio del sistema cardiovascolare, Ildegarda ci consiglierebbe l’utilizzo di piante come l’ulivo contenute nelle capsule di Menopress insieme ad altri principi con azione ipotensivante e tonica sull’attività epatica. Ci consiglierebbe di applicare l’unguento alla ruta-absinthium sui reni in caso di crisi ipertensive, animo unguento sul cuore per abbassare la tachicardia e calmare, galanga per stabilizzare il ritmo cardiaco.

L’aumento dei casi di ipertensione come dicevamo, sono collegati al particolare momento storico che stiamo vivendo. Ildegarda ci aiuterebbe a leggere i grandi eventi globali in atto e così incisivi sull’equilibrio psichico, come il riflesso di grandi cambiamenti interiori: la pressione esterna, i limiti che avvertiamo sull’esercizio della nostra libertà individuale, sono in realtà espressione di una costrizione cui eravamo da tempo sottoposti ma di cui semplicemente non eravamo consapevoli. 

Il senso di oppressione, la mancanza di prospettive, la paura portano a far emergere le nostre fragilità, il nostro senso di inadeguatezza, il timore di non farcela. È qui che possiamo cogliere una grandissima opportunità per liberarci dei nostri limiti, superandoli o amandoli fino ad accoglierli. Per farlo, Ildegarda consiglierebbe intanto di adottare le sue regole auree di vita.

Si parte dalla corretta alimentazione, ritenuta fondamentale, in quanto, secondo la badessa di Bingen, “i vostri alimenti sono la vostra forza”. In questo campo rientrano anche speciali diete e digiuni, ed una sorta di educazione alimentare che separa cibi buoni da quelli nocivi e non utili alla salute dell’uomo, prediligendo sempre l’uso di cereali e frutta e verdura di stagione.

Ildegarda indica poi di usare le forze curative presenti nella natura come erbe, pietre preziose, acqua, influssi lunari. Altri ingredienti essenziali per ritrovare l’equilibrio risiedono nel mantenere un regolare ritmo sonno-veglia, che dona vitalità, energia e buon umore, armonizzare lavoro e tempo libero (Ora et Labora), movimento e stasi, liberare il corpo dalle impurità e dalle sostanze nocive ed infine impiegare le proprie forze curative spirituali.


Per favorire l’emersione delle emozioni ed andare ad agire sulla capacità dell’auto ascolto ci pensano i suoi elisir. A partire dal Nasturtium elisir, il rimedio di matrice necessario a ripulire e a favorire l’inizio della comunicazione interiore. Smuove sia le tossine fisiche che emozionali, aiuta a diminuire l’eccessivo rigore e predispone al lavoro di responsabilizzazione. Grazie all’Artemisia Absinthium elisir si affrontano i propri conflitti, c’è il radicamento, la centratura per iniziare l’ascesa. L’absinthium elisir e nasturtium elisir contribuiscono a ridurre il rischio arteriosclerotico attraverso alla stabilizzazione dei valori di colesterolo, glicemia, trigliceridi che sovente accompagnano l’ipertensione.

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