Quali sono le cause e le cure per l’alito cattivo?

Quali sono le cause e le cure per l’alito cattivo?

I rimedi di santa Ildegarda di Bingen per contrastare il disagio dell’alito cattivo, segno di disfunzioni gastroenteriche.

L’alito cattivo o, come viene definito in patologia, alitosi, è un odore sgradevole proveniente dalla cavità orale che provoca ansia, preoccupazione e imbarazzo psicosociale.
Questo disturbo può essere scoperto dal dentista durante una visita di controllo e l’individuo potrebbe non esserne a conoscenza.
Prima di arrivare a conclusioni affrettate, bisogna distinguere due tipologie: l’alitosi fisiologica e quella patologica.

L’alitosi fisiologica

L’alitosi fisiologica viene riscontrata al mattino a seguito di diversi fattori spesso concomitanti, quali il ristagno di saliva e la non assunzione di liquidi durante la notte, insieme a una cattiva igiene orale in cui residui di cibo vanno in putrefazione grazie alla presenza di batteri che producono composti volatili dello zolfo.

L’alitosi patologica

Diversamente dalla prima, questo tipo di alitosi è dovuto a cause di natura patologica, ovvero a disfunzioni di organi o a problematiche ortodontiche già in corso. 

Carie, gengiviti, ascessi parodontali, ulcere orali e protesi dentarie danneggiate o difettose sono causa dell’alitosi e anche, a loro volta, conseguenza di un disequilibrio che va ricercato più in profondità, a livello di organi.

L’alito cattivo non va quindi visto come sintomo fine a se stesso, da curare solamente con dentifrici, ma è un’espressione di una problematica che va ricercata altrove.

Le cause extra-orali dell’alitosi

Al di là delle malattie del cavo orale, le altre patologie che portano  all’alitosi sono, ad esempio: le tonsilliti, le sinusiti e le malattie dell’apparato polmonare.
Tuttavia, pare che la stragrande maggioranza dei soggetti che soffrono di alitosi abbia disfunzioni nel tratto gastrointestinale
I gas intestinali che vengono prodotti da una digestione non ottimale e dalla proliferazione di batteri come l’Helicobacter pylori possono salire fin nella zona del petto e della bocca, causando quell’odore e/o sapore sgradevole in bocca.

Come digerisci?

Spesso pensiamo di poter digerire qualsiasi cosa o forse ci sarà capitato che, quando assumiamo determinati alimenti, dormiamo male, abbiamo un sapore sgradevole in bocca, ci sentiamo pesanti e gonfi e accusiamo stanchezza post-prandiale. 

Sia che ce ne accorgiamo o no, è importante “ascoltare” la propria digestione ovvero renderci conto se digeriamo bene senza sintomi come senso di pesantezza, sonnolenza, eruttazioni, acidità: questo può permetterci di migliorare la qualità della nostra vita, dal punto di vista fisico e anche sociale.

Un check-up per valutare la funzionalità degli organi

Per chi volesse ascoltarsi meglio o iniziare a farlo, consigliamo in primis di partire dal Biotest, un check-up che valuta l’energia organica dei vari organi. Successivamente, si potrà procedere con dei rimedi naturali ildegardiani e l’alimentazione secondo la Badessa.

Il tuo cibo sarà il tuo rimedio

La badessa benedettina del Reno, Hildegard von Bingen, dava molta importanza alla qualità e quantità dell’alimentazione.  Per lei, il cibo è ciò che fortifica o indebolisce la salute.

Ecco perché partiva proprio dall’attenzione all’alimentazione, che doveva essere moderata e a base di farro, verdure, spezie e frutta, ossia cibi che garantiscono una digestione efficace ed efficiente.
È così possibile prevenire tanti disturbi, tra cui anche quello dell’alitosi.

Qualora, invece, ci sia già la problematica di alito cattivo, Santa Ildegarda indica quali sono i rimedi naturali per risolverlo.

Le pastiglie di finocchio

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Il finocchio rende l’uomo allegro, anche se si mangia in diversi modi: gli dà un calore piacevole, un buon odore al corpo e aiuta a digerire bene. Si dovrebbero mangiare dei semi di finocchio a stomaco vuoto, perché essi levano l’alito cattivo“.

Oltre a queste indicazioni, la badessa ci ha lasciato una ricetta per preparare delle pastiglie digestive a base di finocchio.Questa antica e autentica ricetta è stata ripresa fedelmente da Thesaura Naturae nel rimedio naturale Finogal.

Finogal: finocchio e galanga per una buona digestione

Dall’unione di due piante, il finocchio e la galanga, spesso utilizzate da Santa Ildegarda, abbiamo un valido aiuto per “ridurre gli umori cattivi e i processi di putrefazione (gas) all’interno delle viscere, e rendere l’alito fresco.”

L’alitosi, sinonimo di emotività “fermentata”

Ildegarda parlava spesso di “umori cattivi” per indicare la formazione di tossine. Con questa espressione, si riferiva non solo a funzioni organiche alterate, come abbiamo visto nel caso dei gas prodotti a seguito di una scorretta digestione, ma si riferiva anche a un ristagno di emozioni, suggerendo di osservare, così, l’invisibile dietro all’apparenza sintomatica.

Le emozioni eccessive, come la rabbia, possono alterare le funzioni organiche e addirittura influire sulle ghiandole endocrine e sul metabolismo

In questo caso, sempre dietro consiglio di Ildegarda, indichiamo Salvia Sclarea Elisir a base di finocchio, menta e salvia sclarea, tutte erbe che hanno azione sui disturbi gastrici associati ad ansia, spasmi, infiammazioni, fermentazioni ed eccessivo carico emotivo

L’elisir alla salvia sclarea è il “gastroprotettore di Ildegarda, con effetto trofico sulla parete gastrica: favorisce il flusso di calore dal fegato allo stomaco, sostenendo l’attività digestiva e permettendo “la digestione” di emozioni ristagnanti causa di blocco e freddezza allo stomaco.

La conseguenza che ne deriva è certamente un benessere fisico ed emotivo perché non solo spariranno sintomi anche secondari e fastidiosi come l’alito cattivo, ma troveremo anche maggiore serenità e più piacere nel condividere  momenti di vita insieme ad altre persone.