Descrizione
Salvia Sclarea – Elisir ha origine dalla definizione latina di uno degli ingredienti principali, la salvia sclarea, piccola pianta perenne aromatica. Salvus significa salvare e richiama il potere terapeutico di questa famiglia di piante.

L’elisir del Qui e Ora
La salvia sclarea per le sue proprietà digestive, estrogeniche e per l’azione coleretica favorisce il flusso di calore dal fegato. Stimola la volontà e l’eliminazione di quell’emotività che “fermenta”. Aiuta a concentrarci sul presente ed eliminare i fardelli emotivi che ci rallentano.
Secondo Ildegarda è un rimedio efficace contro le infiammazioni croniche della mucosa gastrica. Aiuta a prevenire l’insorgenza di ulcera peptica, le affezioni legate ad una scarsa produzione di succo gastrico, ed è utile negli stati di inappetenza. La salvia sclarea ha proprietà spasmolitiche e calmanti: è in grado dunque di contrastare gli spasmi e i disturbi gastrici associati ad ansia ed eccessivo carico emotivo, mentre la menta e il finocchio potenziano l’attività spasmolitica, antifermentativa e favorente la motilità gastrointestinale. La menta ha anche un’importante attività coleretica (favorisce il flusso biliare). L’azione estrogenica della salvia sclarea la rendono adatta nei disturbi associati al ciclo mestruale come l’irritabilità e alle vampate della menopausa.
Indicazioni
- Coadiuvante dell’attività digestiva
- Antispasmodico
- Blando analgesico locale
- Antinausea
- Tonico e correttivo del sapore
- Antiossidante
- Indicato contro i disturbi più frequenti del ciclo mestruale e della menopausa come le vampate
- Indicato contro i sintomi associati a squilibri del sistema neurovegetativo (eccessiva emotività)

Dice Ildegarda
“La salvia sclarea è calda ed efficace contro veleni e tossine. Se qualcuno ha lo stomaco talmente debole da non voler più mangiare,. prenda della salvia sclarea con menta e finocchio disciolti in vino e miele, dopo i pasti e alla sera prima di coricarsi. Il suo stomaco, curato con delicatezza e disintossicato, tornerà a provare piacere per il cibo.”
Da “Physica”di Hildegard von Bingen.









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