Il fuoco di olmo per aiutare a contrastare la rigidità fisica ed emotiva.

Il fuoco di olmo per aiutare a contrastare la rigidità fisica ed emotiva.

Dal rimedio per le tensioni al rituale per aumentarne l’efficacia.

Uno dei preparati più noti di Ildegarda di Bingen è l’unguento alla Ruta-absinthium indicato per i dolori lombari e, in genere, per le tensioni muscolo-tendinee, in particolare cervicalgie.

Nel suo scritto Physica, Ildegarda riporta: “Se una persona soffre periodicamente di dolore ai reni e ai fianchi, spesso provocati da un cattivo funzionamento dello stomaco, stenda l’unguento alla ruta e assenzio vigorosamente sulle parti interessate, davanti al fuoco“. 

La particolarità del rimedio naturale alla ruta e assenzio

Ildegarda, oltre a dove applicarlo e per quale scopo, indica anche le modalità:
E chi è tormentato dai reumatismi, deve accendere un fuoco di olmo e riscaldarsi con questo fuoco, così i suoi reumatismi cesseranno immediatamente“. (PL 1242 A).

Contratture, tensioni muscolari e reumatismi.

Le tensioni tendinee e muscolari possono essere dovute a movimenti sbagliati, posizioni scorrette, tensioni nervose ma come sempre, con Ildegarda, dobbiamo cercare di leggere profondamente il disturbo andando oltre il sintomo.

Il movimento dei muscoli e dei tendini è controllato dal metabolismo glucidico e, quindi, in ultima istanza, dal fegato. Quando “vogliamo” mettere in atto un’intenzione, si libera glucosio dal fegato e abbiamo energia per i nostri muscoli.

Spesso dolori tendinei e muscolari sono legati ad un’alterazione della funzionalità epatica e a situazioni di sofferenza emotiva riferibili a blocchi e incapacità di relazionarsi e di agire a sollecitazioni esterne.
Una  chiusura e irrigidimento verso l’esterno riflette una chiusura e irrigidimento interno. I dolori possono attenuarsi soltanto se cambiamo la nostra modalità di vedere noi stessi e l’altro.

Perché unguento della resilienza? 

Essere resilienti significa rispondere con l’adattamento agli stimoli ambientali che continuamente riceviamo. La resilienza consente di mantenere quello che Ildegarda avrebbe chiamato “equilibrio degli umori” e quindi rafforza la nostra capacità di restare in salute, rendendoci flessibili.

L’unguento alla ruta-absinthium ha la capacità di sciogliere le tensioni e attraverso l’applicazione nei punti e con le modalità indicate da Ildegarda di Bingen, aiuta  a mettere in moto il calore ovvero a disperdere il fuoco che, altrimenti, ristagnando, brucerebbe. Parimenti quando non siamo in grado di decidere, il calore del fegato, organo che controlla la volontà, non fluisce ma ristagna, danneggiando la funzionalità epatica.

Scopriamo meglio la sinergia delle piante contenute nell’unguento:

La ruta e l’assenzio maggiore (absinthium) sono due piante comuni nel nostro territorio e, da sempre, utilizzate per la ricchezza di flavonoidi, i quali intervengono positivamente sulla microcircolazione sanguigna e linfatica. Inoltre, queste piante vantano proprietà antispasmodiche e antinfiammatorie, perfette quindi, per tutte le contratture e i dolori muscolari perché agiscono sulla muscolatura liscia. 

La ruta è anche una pianta solare, quindi porta con sé una grande forza, un grande calore e un temperamento che dona serenità a chi l’assume.
L’assenzio conserva il temperamento energetico di Marte e la saggezza e l’introspezione di Saturno, porta forza e induce a trarne dall’interno invitando ad attingere alla Sorgente interiore. Ciò favorisce la virtù della resilienza.

La coppia vincente ruta-absinthium

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Dell’associazione ruta-absinthium  dice Ildegarda: “Quando il calore dell’assenzio e della ruta agiscono insieme, favoriscono l’eliminazione degli umori freddi dannosi“. 
La sinergia  è nella capacità  di trasformazione del disagio e del dolore attraverso il movimento generato dal calore.

L’aiuto dell’elemento Fuoco

Nel caso delle contratture e/o dei reumatismi,  l’unguento ruta-absinthium spalmato davanti al fuoco nella zona lombare e/o cervicale, acquista una maggior azione antinfiammatoria, traendo vantaggio dal massaggio.

Il fuoco non è fuoco generico ma è il fuoco del legno di olmo

Fin dalle culture celtiche, l’olmo è sempre stato un albero apprezzato per le sue proprietà depurative, astringenti, sudorifere, disinfiammanti delle mucose e cicatrizzante. 

Inoltre, grazie alla presenza di mucillagini che fungono da pellicola alle pareti delle mucose, l’olmo trova riscontro nelle problematiche gastrointestinali.

Ultimo ma non meno importante, sebbene il suo legno non sia tanto apprezzato per la sua combustione,  lo è per la sua flessibilità

Quindi, bruciando l’olmo, si crea quel rituale alchemico di iniziazione verso la resilienza.

L’olmo è per l’appunto considerato l’albero della morte per la rinascita

Così, tutta la triade sinergica –  la ruta , l’assenzio e il legno di olmo – concorre al recupero del benessere, favorendo la flessibilità e l’adattamento.