Psoriasi: i rimedi di Ildegarda per un approccio psicosomatico.

Psoriasi: i rimedi di Ildegarda per un approccio psicosomatico.

La pelle: specchio delle nostre emozioni, riflesso di un disequilibrio  interno all’organismo.

La pelle è l’organo più grande dell’uomo e assolve varie funzioni quali quella di protezione, espressione e rappresentazione, sudorazione e regolamentazione del calore. È lì sulla pelle, inoltre, che si riflettono tutti i nostri organi interni.

Un arrossamento, un prurito, un’infiammazione, un gonfiore, un ascesso: il punto in cui avvengono non è casuale ma riflette il preciso disequilibrio di un organo interno.

I cambiamenti, le novità, è risaputo, spaventano.

Chi “utilizza” la cute per raccontare il proprio disagio non solo teme i cambiamenti ma li combatte come fossero davvero un’aggressione alla propria integrità. Non è difficile, infatti, trovare patologie cutanee esplodere nei momenti di profondo cambiamento e di possibile trasformazione: cambio di lavoro, abbandono affettivo o un trasferimento improvviso. 

Esperienze che spesso vengono vissute profondamente e in silenzio.

La cute è un organo di contatto, delimita l’ambiente interno da quello esterno ed embriologicamente deriva dall’ectoderma, il foglietto embrionale più esterno. 

La cute dunque ha la stessa origine del sistema nervoso e del cervello confermando il suo ruolo quale veicolo di messaggi: è un esempio, direbbe Ildegarda, di come l’anima si esprima attraverso il corpo

La cute manifesta il proprio vissuto, il proprio disagio. Essa, infatti, è da sempre un vettore indiscutibile di simboli, la cui finalità è la comunicazione verso chi ci circonda.
La pelle può essere territorio di grande valore estetico e di attrazione, di un messaggio particolare oppure anche di forte “repulsione”.

La patologia cutanea dunque va affrontata non solo da un punto di vista materico ma va vista come espressione di emozioni profonde.

La psoriasi e il fuoco che brucia

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La psoriasi è una malattia cutanea cronica, caratterizzata da fasi di miglioramento e fasi di riacutizzazione. Esordisce solitamente in adolescenza o prima dell’età adulta e tende a peggiorare con lo stress. Si presenta come una corazza, dura, secca, ruvida e spesso pruriginosa.

La psoriasi come tutte le patologie cutanee riflette la modalità con cui la persona vive la vita di relazione: è espressione di una reazione di difesa ad un’aggressione emotiva reale o immaginaria, a un qualcosa che arriva dall’esterno e che la persona percepisce come pericolosa. 

Ci può essere stata una perdita di qualcuno, inconsciamente vissuta come rifiuto, con conseguente sentimento di disprezzo, oppure può esserci stato un abbandono o un evento vissuto come tale, causa di un profondo sentimento di tristezza.

La sensazione di distacco, di separazione vissuta in modo traumatico, può portare a forme cutanee aggressive come la psoriasi.

La psoriasi nel suo manifestarsi ricorda l’eccesso di fuoco: un calore che viene “buttato fuori” e altrimenti dannoso per gli organi interni.Ildegarda descriverebbe la psoriasi come una manifestazione di secchezza interna.

Quando gli umori dell’uomo, infatti, vengono alterati, possono provocare una diminuzione del giusto grado di umidità interna e, dice Ildegarda, “Il flegma diventa arido e velenoso, in questa condizione sale al cervello e produce dolore alla testa e agli occhi […], l’umidità dell’ombelico si trasforma in siccità e si indurisce […] e così la carne di costui diventa ulcerosa e squamosa, come se fosse lebbroso, anche se non ha la lebbra.”

Chi soffre di secchezza?

Ildegarda ci fornisce un’attenta descrizione dei quattro temperamenti distinguendosi per vari aspetti dai suoi predecessori e contemporanei: si sofferma, ad esempio, sulla differenza di sesso rispetto alle risposte alle sollecitazioni ambientali. 

A soffrire di secchezza possono essere soprattutto i melanconici e i biliosi. Nel primo caso c’è una tendenza innata a rifiutare la relazione e quindi ad instaurare un atteggiamento di difesa o di attacco. 
Nel caso dei biliosi, invece, si ha la predisposizione ad esasperare la reazione agli stimoli attraverso eccessi di rabbia e sensazioni di disgusto derivante dal sentirsi rifiutati. Il bilioso soffre più di tutti per atteggiamenti che elabora come rifiuto o allontanamento.

La cute e il sistema immunitario

Il sistema immunitario ha un ruolo importante anche nelle patologie della pelle. Si è scoperto che anche la cute ha un suo specifico microbiota che si interpone fra ambiente e cellule della pelle e del sistema immunitario. 

Influenza la produzione di ormoni, di neuromediatori e di citochine che modulano le funzioni di organi e tessuti e risente dell’effetto delle emozioni.

In particolare, per quanto riguarda la pelle, il microbiota ha un ruolo importante nella maturazione e nel mantenimento del ricambio dei cheratinociti. Stabilisce, inoltre, rapporti con il sistema immunitario generale dell’organismo e in particolare con quello che ha sede a livello intestinale.

La pelle è un ecosistema nel quale vivono batteri, archeobatteri, funghi, virus e acari. Parliamo di circa un miliardo di microbi per centimetro quadrato!

Questo ecosistema cutaneo varia a seconda della posizione sul corpo, delle condizioni di temperatura e umidità, del proprio sesso, dell’età e della genetica oltre che, ovviamente, dei fattori ambientali.
Nella composizione specifica individuale viene definito alla nascita esattamente come il microbiota intestinale.

Recenti studi indicano che il microbiota cutaneo è da associare ad un certo numero di patologie dermatologiche, come l’acne, la psoriasi, le dermatiti atopiche, gli eczemi, la dermatite seborroica, la rosacea, la vitiligine, le verruche e la blefarite.

Microbiota cutaneo e benessere intestinale

Il benessere del microbiota cutaneo è influenzato dall’efficienza del nostro sistema immunitario e dall’eventuale persistenza di uno stato di infiammazione cronica.

In questo periodo di grande stress emotivo i problemi cutanei e soprattutto di psoriasi si sono riacutizzati. Occorre affrontarli lavorando soprattutto sul sistema immunitario che influisce, quando debilitato, sulla comparsa di forme cutanee anche croniche.

Ildegarda aveva compreso l’importanza dell’intestino nello sviluppo di tutte le patologie croniche. Anche nelle forme cutanee a maggior ragione per il legame tra microbiota della pelle e quello intestinale, è necessario prendersi cura del benessere intestinale.

Per farlo occorre lavorare sull’alimentazione, lo stile di vita, eliminare stati di infiammazione viscerale, ripopolare correttamente la flora batterica e certamente come ormai abbiamo compreso, lavorare su noi stessi, il nostro sentire, le nostre emozioni che diventano pensieri e atteggiamenti errati.

La psoriasi è sicuramente una forma patologica in grado di peggiorare la qualità della vita della persona anche a livello psicologico, andando così ad alimentare un circolo vizioso che se non gestito a più livelli (sia fisico che psicologico e di stile di vita), porterà a continue recidive.

Le cure di Ildegarda per la psoriasi

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Ildegarda ci parla del legame invisibile e profondo che lega l’uomo all’ambiente: tutto ciò che accade dentro di noi influenza la relazione e quindi determina la risposta dell’ambiente su di noi

Le emozioni sono frutto della relazione, agiscono a tutti i livelli del nostro organismo e certo non possono risparmiare la pelle, il nostro organo di contatto con l’esterno.

Essa parla del nostro vissuto ma anche del nostro stile di vita, della nostra gioia come del nostro dolore

Nel caso specifico della psoriasi, vista la cronicità della malattia, si entra in un circolo vizioso in cui le emozioni, il cambiamento di abitudini di vita, lo stress emotivo e metabolico, mettono a dura prova l’efficienza del sistema immunitario e il paziente è continuamente interessato da recidive. 

Per questo, Thesaura Naturae propone attraverso le ricette di Ildegarda di Bingen, rimedi naturali che possono aumentare la nostra resilienza rispetto agli eventi e ai traumi che la vita ci presenta, agendo sia sul sintomo che sulla causa.

Per agire sul nostro sistema immunitario, Ildegarda propone vari rimedi naturali ed un corretto stile di vita. Due in particolare sono i rimedi più specifici e anche quelli più indicati non solo nella stagione invernale, ma soprattutto nel particolare momento storico che stiamo vivendo, in grado di mettere a dura prova il nostro universo emozionale e il nostro sistema immunitario.

Santa Ildegarda di Bingen aveva individuato nell’assenzio e nel nasturzio dei fedeli alleati per depurare e consolidare le risposte dell’organismo. 

Absinthium elisir di Thesaura Naturae intende agire sui principali organi emuntori, sia primari che secondari: sul fegato, sede principale del metabolismo organico, su cui l’assenzio svolge azione protettiva e sull’intestino, contrastando fenomeni di disbiosi, agendo come antinfiammatorio e antibatterico ad ampio spettro. 

Nell’intestino infatti risiede la massima parte del nostro sistema immunitario: l’azione dell’assenzio su questo sistema così importante per l’assimilazione dei nutrienti e l’eliminazione dei cataboliti, va senza dubbio a rendere più forti le nostre difese immunitarie. 

Grazie alle proprietà della sua pianta conferisce inoltre forza, stabilità emotiva e stimola l’attività dell’inconscio.

Se l’Abisnthium Elisir è certamente un antinfiammatorio, il Nasturtium Elisir è invece più specificamente depurativo ed è in grado di agire su fegato, reni, sistema linfatico, intestino e cute. 

Aiuta, dunque, ad eliminare il sovraccarico tossinico che nel paziente psoriasico è legato ad un cattivo funzionamento del sistema immunitario sia intestinale che cutaneo, ma soprattutto è legato ad un sovraccarico di emozioni.

Il Nasturtium Elisir è dunque importante per aiutare a sviluppare una maggior flessibilità e accoglienza, aiuta a comunicare con se stessi e a far riaffiorare emozioni discordanti, rumorose, che impediscono di guardare davvero ciò che ci fa soffrire, riducendo quella “corazza” che, nel paziente affetto da psoriasi, si manifesta come placche e ispessimenti cutanei.

È consigliabile iniziare con due somministrazioni di Absinthium elisir e solo una di Nasturtium Elisir al giorno.

Per chi è affetto da fase acuta, il Nasturtium Elisir può essere assunto a giorni alterni per la prima settimana e poi gradualmente, ogni giorno.

Quando la fase infiammatoria è passata, il Nasturtium Elisir può essere assunto due volte al giorno e l’Absinthium elisir una volta.

Sul fronte alimentare, occorre eliminare cibi ricchi di zuccheri, ridurre i carboidrati, le solanacee, il caffè ed il cioccolato.
La cura va integrata con probiotici e, nel caso di forte stress, aiutarsi con rimedi naturali come Relaxo o Viola elisir, se si è affetti da profonda tristezza e malinconia.

Per alleviare il prurito dato dall’infiammazione, Thesaura Naturae propone Lenitum, una crema lenitiva che aiuta a contrastare lo sviluppo di aree di desquamazione e infiammazione localizzata.
La crema è a base di olio, vitamina E, elicriso, avena, camomilla, bardana, lavanda, melissa, artiglio del diavolo ed è adatta anche alle zone del viso.