La rabbia che impedisce di amare

La rabbia che impedisce di amare

Che cos’è la rabbia

La rabbia è un’emozione forte che tutti anche se in forme e con intensità diverse proviamo. Molti pensano di non averla mai vissuta perché la reprimono, altri invece la fanno uscire come impulso violento. Per comprendere la rabbia così come altre emozioni, è necessario leggere sempre dietro l’apparenza, dietro al visibile, direbbe Ildegarda. Dietro questa emozione si celano tanti significati. La rabbia può significare:

  • Richiesta di amore
  • Delusione di aspettative
  • Rifiuto della solitudine
  • La ferita dell’ingiustizia
  • La ferita del tradimento
  • Sensazione di impotenza


E’ importante dunque che si riesca a leggere dietro l’emozione, amandola pur se ci fa soffrire. Ogni emozione infatti parla di noi, a noi. E’ un incredibile e insostituibile mezzo di conoscenza.

La persona, la situazione che ci fa arrabbiare non è altro che al nostro servizio, al servizio della conoscenza di sé stessi.

Ildegarda e la rabbia

Ildegarda parla ampiamente di questa emozione al punto da considerarla all’origine di ogni forma di malattia. La rabbia è una delle conseguenze del male del secolo, lei direbbe, ovvero dell’attaccamento alle cose del mondo.
Più si proietta la propria felicità sul possesso di cose e persone più si entra in uno stato di insoddisfazione profondo che porta con sé anche e soprattutto un’emozione di rabbia.
Di fatto la rabbia è una mancanza di amore verso sé stessi e quindi ci porta all’impossibilità di amare anche gli altri e il mondo in cui viviamo.
Se si è contenti di sé stessi, se si riesce a vedere la Luce che ognuno ha dentro, non si può nutrire rabbia.

Quali sono le conseguenze della rabbia?

Ildegarda e non solo lei, identifica la rabbia con il movimento della bile e questo è il primo segnale di un disallineamento tra ciò che siamo e ciò che siamo destinati ad essere.

E’ uno stato in cui pur non consapevolizzando la nostra rabbia, siamo all’inizio di un malessere che avvertiamo e non sappiamo comprendere. Qui dice Ildegarda occorre fermarsi e ascoltarsi:

Che cosa mi sta succedendo? Che cosa e chi mi rende consapevole di questa rabbia? Cosa vuole dirmi?

Se siamo in grado di gestire questo momento accogliendolo senza contrastarlo, la bile, dice Ildegarda, si riduce e noi oltre a stare meglio, avremo sicuramente fatto un passo avanti nella comprensione di noi stessi.
La rabbia è dunque insieme alla tristezza un’emozione fondamentale. La sua cura è imparare ad amarsi.

I rimedi di Ildegarda per “guarire” la rabbia

Poiché fisiologicamente la rabbia è collegata alla bile e al “suo sollevarsi” uno dei principali rimedi per contrastare il malessere fisico spesso evidenziabile come disturbo gastrico ( vedi ad esempio il reflusso), mal di testa, stanchezza, è l’elisir di assenzio (Artemisia Absinthium elisir).
L’assenzio fluidifica la bile, riscalda lo stomaco, aiuta i reni, donandoci energia. I principi attivi in esso contenuti stimolano l’attività onirica aiutandoci a prendere contatto con noi stessi.

Per chi è affetto da eccessi di rabbia è indicato l’utilizzo dell’elisir di prezzemolo (Petroselinum elisir).
Il prezzemolo aiuta ad accogliere , a calmare aprendo il cuore. Il prezzemolo, infatti, è il primo rimedio per il cuore secondo Ildegarda.
L’eccesso di rabbia può, se non domato, scatenare risposte fisiologiche più diffuse in grado di coinvolgere, ad esempio, il microbiota intestinale.
In questo caso oltre all’assenzio è utile correggere la propria dieta eliminando farine raffinate e preferire cereali come il farro antico. Occorre ridurre tutti i cibi pro infiammatori e usare con cautela i latticini.

Per aiutare il corpo dedicandosi attenzione come atto d’amore verso sé stessi, sono utili i trattamenti corpo in cui gli unguenti come ruta assenzio (Trattamento Ruta-Absinthium) e animo (Trattamenti Animo) hanno un ruolo fondamentale.

Un rituale Ildegardiano contro la rabbia

Colui che si accenderà d’ira, sino a sentire dolore e ad ammalarsi, prenda alcune bacche di alloro e le faccia seccare sopra un mattone; prenda anche salvia e maggiorana e, fattele essiccare al sole, le riduca in polvere.
Metta in un barattolo questa polvere insieme a quella delle bacche di alloro e avvicini questo preparato al naso. Aggiunga poi, a una parte di quelle polveri un poco di vino freddo e lo mescoli, e con questo si cosparga la fronte, le tempie e il petto.
Recupererà così gli umori che l’ira con la sua secchezza aveva distrutto.

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