Bruciore di stomaco con dolore retrosternale fino ad arrivare alla gola e tra le scapole, raucedine, cambiamento del tono di voce, frequenti rigurgiti, tosse, gonfiore allo stomaco e difficoltà di deglutizione. Sono i sintomi più conosciuti del reflusso gastroesofaceo, una malattia che si verifica quando i succhi gastrici vengono in contatto con la parete dell’esofago, provocando bruciore dietro lo sterno e rigurgito acido. In sostanza consiste quindi nella risalita di una parte del contenuto gastrico acido verso l’esofago. Questo passaggio dallo stomaco all’esofago si verifica in modo involontario ed incosciente, senza compartecipazione della muscolatura gastrica e addominale. In realtà può essere considerato un fenomeno fisiologico naturale in quanto la quantità di acido che risale nell’esofago, di solito dopo i pasti è limitata, e quindi non causa particolari problemi. Sconfina nella malattia quando diviene troppo intenso e frequente provocando tutta una serie di disturbi al paziente. A causarla possono essere diversi fattori, come l’obesità, il fumo, la presenza di ernia iatale, alcuni tipi di farmaci, la gravidanza, l’assunzione di cibi grassi.
Stress, ansia e stati di ipervigilanza, le emozioni nemiche della digestione
Un disturbo, quello del reflusso gastroesofageo che, ai tempi del covid, ha aumentato la sua incidenza sulla popolazione, probabilmente perché a non essere ben ‘digerite’ sono anche le emozioni contrastanti provate durante questo anno e mezzo di pandemia. Infatti tale malattia ha una forte componente emotiva, nella maggior parte dei casi si sviluppa proprio in persone fortemente stressate.
Il reflusso si manifesta infatti in particolare in età lavorativa, quando si è influenzati da stati d’ansia e stress oltre che dallo stile di vita e dall’alimentazione. Studi internazionali dimostrano che il rischio di esserne affetti aumenta nei soggetti con disturbi d’ansia e/o depressione, che tendono a sviluppare uno stato di ipervigilanza come risposta agli eventi stressanti. I pazienti con sintomi tipici del disturbo e maggiore sofferenza psicologica, tendono a sviluppare uno stato di ipervigilanza che a lungo andare può stabilizzarsi come risposta agli eventi stressanti in modo scarsamente adattivo. Visto in un’ottica psicosomatica che non esclude però l’ambito medico, il reflusso può essere visto come la paura di affrontare una situazione nuova, oppure come la tendenza a ritornare sui propri passi, preferendo continuare a percorrere il percorso noto, magari meno soddisfacente, ma pur sempre conosciuto.
Può essere considerato anche come l’incapacità a sostenere situazioni stressanti o a digerire determinati eventi ed emozioni. Il voler tenere tutto sotto controllo, alimenta la condizione di costrizione, di tensione, di stress e rabbia. Quest’ultima è trattenuta, non ha via di fuga, tenta di uscire ma è rimandata indietro, esplode e avvampa all’interno, causando così il tipico bruciore.
In questi casi (quasi prettamente psicosomatici) è importante chiedersi quando si manifesta il disturbo (dopo discussioni, scelte ecc) e non pensare dunque che accada semplicemente mangiando un cibo pesante e difficile da digerire. Perché quando il reflusso si affaccia, potrebbe esserci una parte di noi che sta lanciando un messaggio.
Thesaura Naturae consiglia
Santa Ildegarda di Bingen attraverso i suoi rimedi indica come ridare energia e ‘digerire’ le nostre emozioni. Thesaura Naturae, rifacendosi ai dettami della badessa benedettina consiglia l’abbinamento di due prodotti capaci di incidere sullo stato emotivo e di portare al benessere psico-fisico. L’Absinthium Elisir, un prodotto a base di assenzio, depura l’organismo ed è un importante antinfiammatorio delle mucose che tiene puliti i visceri, allontana i parassiti, rinforza i polmoni, rischiara gli occhi: aiuta ad essere più forti, radicati, a vedere meglio dentro di noi. A supporto dello stomaco, per contrastare l’acidità si consiglia l’assunzione di Finogal, compresse a base di finocchio e galanga che agiscono come anticiacido e sostengono la corretta funzionalità gastrica.


