Combattere l’Insonnia da pandemia con i rimedi di Santa Ildegarda

Combattere l’Insonnia da pandemia con i rimedi di Santa Ildegarda

Dormire poco e spesso anche male. E’ uno degli effetti che la pandemia in corso sta generando sulle persone, senza esclusione di età. Stress, mancanza di prospettiva, paura, tristezza e a tratti momenti di sconforto e depressione incidono non solo sulla qualità del sonno ma anche sulla facoltà di riuscire a riposare, quando biologicamente il corpo lo necessita ma la mente e i pensieri, non si assopiscono e non ci si lascia andare.

Molto spesso si sottovaluta l’importanza del sonno e della sua qualità, ignorando quanto sia fondamentale avere, nell’arco della giornata, la giusta e costante alternanza tra sonno e veglia, un fattore che nel corso della vita e degli anni tende a modificarsi naturalmente. Durante il sonno viene inibita la produzione di cortisolo, ormone dello stress per un miglior rilassamento generale, avviene anche la secrezione dell’ormone della crescita, importante per la sintesi proteica che regola il metabolismo, il trofismo muscolare e osseo, il sistema immunitario si rinforza, aumenta la produzione di collagene e la pelle si distende.

Santa Ildegarda di Bingen diceva: “Solo chi resta sveglio con moderazione conserva la salute. L’eccesso di sonno fa contrarre diverse febbri, annebbia la vista. La mancanza di sonno fa perdere le forze, diminuisce la sensibilità e la carne intorno agli occhi si indolenzisce, si arrossa e si curva. Quando l’uomo è pervaso da diversi pensieri il sangue che è in lui si volge all’inquietudine”. Per la badessa benedettina la qualità del sonno rappresenta una delle regole auree di vita, in grado di favorire un’azione depurativa a livello cerebrale ed alleviare lo stress.

Lo stato  psicologico influisce nel determinare il bisogno e la qualità del sonno.  Negli individui in buona salute, con molti interessi e soddisfatti della loro vita, la qualità del sonno non si modifica con l’età ma rimane costante ed in generale hanno bisogno di dormire meno rispetto a chi facilmente si preoccupa, è insoddisfatto di sé e affronta la vita in modo nevrotico. Pensiamo a quali conseguenze possa avere sulla qualità del sonno uno stato permanente di tristezza, paura o depressione. Le conseguenze a livello dell’equilibrio fisiologico e psichico possono essere importanti al punto da incidere sulla capacità del sonno di operare un’accurata pulizia dei metaboliti di scarto a livello cerebrale oltre che sistemico, compromettendo le nostre facoltà mentali ovvero la limpidezza dei nostri pensieri che diventeranno sempre più “freddi”, “malati”, condizionanti.

Oggi molte persone soffrono di insonnia. Come possiamo affrontare questo disturbo? Ildegarda ci propone diverse soluzioni. In primo luogo occorre sviluppare una capacità di l’autoascolto, ovvero un’attenzione alle proprie sensazioni legate alla nostra vita emotiva e relazionale: occorre riconoscerle, dargli un nome e definirne la transitorietà, ovvero trasformarle, accogliendole. Il nostro sentire colora le emozioni e le fissa nella mente, modificando il nostro pensiero. E’ quindi importante dedicarsi del tempo per lasciar andare ciò che ci blocca, tormenta, ci rende irrequieti e quindi compromette l’importante funzione del sonno Ad esempio, se a causare l’insonnia sono sensazioni di paura e tristezza impariamo a riconoscerle e guardarle come stati temporanei che vanno accolti e trasformati riuscendo a superare le cause che le hanno provocate. In questi casi lo stato di insonnia è limitato nel tempo. Diversamente se la perdita di sonno è causata da uno stato di depressione si innesca un circolo vizioso fatto di inattività, perdita di interesse generale e totalizzante, mancanza di sonno per lunghi periodi. Una corrispondenza biunivoca pericolosa perché l’insonnia genera depressione e la depressione provoca insonnia. Il processo quindi di superamento è più complicato ma non impossibile.

THESAURA NATURAE CONSIGLIA….

Coloro che comprendono di nutrire tristezza devono lavorare sull’accettazione dei propri bisogni e della propria persona. Spesso viviamo situazioni che non possono essere cambiate ma se vogliamo superare la nostra fragilità occorre prima accettare ciò che non possiamo cambiare e alla fine ripartire con una nuova energia. Ildegarda ci aiuta consigliando alcune piante calmanti e  l’avena che tonifica l’umore, tutte contenute nelle capsule di Relaxo, utili per contrastare stati di ansia. Specifico per gli stati melanconici è il Viola Elixir, efficace anche per contrastare sbalzi d’umore, debolezza nervosa e turbe emotive, abbinato ad Animo Unguento che ha un’azione rilassante, attenua gli stati di tensione e di agitazione sia nell’adulto che nel bambino, aiutando a raggiungere uno stato di maggior stabilità emotiva.

Nel caso si soffra di uno stato depressivo occorre affrontare un percorso per scoprire la causa della patologia, il motivo. Nasturtium elisir come depurativo e absinthium elisir antinfiammatorio, entrambi in grado di agire sull’intero sistema gastroenterico, favoriscono  l’attività onirica fondamentale per il lavoro sul Sé. Sia absinthium elisir che nasturtium elisir agiscono sui reni, favorendone l’attività che si traduce in una maggior energia e grazie soprattutto all’Elisir di assenzio possiamo recuperare forza di volontà per la sua azione sulla vescicola biliare. L’Issopo elisir lavora su fegato e polmoni  e per questo è in grado di agire sulla decisione: si usa solo dopo aver ripulito dalle emozioni primarie, soprattutto rabbia e paura. Quando abbiamo fatto emergere la causa del nostro malessere, possiamo affrontarla e agire per superarla  Il Prezzemolo elisir infine, per l’importante azione sull’asse cuore-reni aiuta ad “accogliere”, apre all’amore, ovvero agisce predisponendoci ad una relazione più aperta e fluida con l’ambiente, quindi a generare emozioni e un sentire più positivo che certo, soprattutto se assunto alla sera, favorisce un sonno profondo.

I rimedi ildegardiani lavorano sia sul fisico che sulla componente emozionale, sul visibile e sull’invisibile direbbe Ildegarda e tutto può essere spiegato a partire dalla natura, dalle caratteristiche delle piante, dal loro habitat, dalla loro forma e dal loro essere un sistema in grado di emettere segnali elettrici quindi in grado di parlare con le nostre emozioni, come la scienza sta ora dimostrando. Quanto descritto per il sonno vale per ogni altro disturbo: non basta assumere rimedi per rilassarci ma occorre lavorare nel profondo di Sé, leggere i messaggi che il corpo ci trasmette e ringraziare dell’opportunità che ci viene offerta per indirizzare la nostra vita dove il sentire del cuore ci conduce.

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